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 La Val Tartano non si mostra dal fondovalle. Dal nastro asfaltato della strada statale 38, o dai detriti dell'omonimo torrente all'altezza di Talamona traspare solo la strada provinciale che zizagando supera il Crap del Mezzodì e sale fino al Dosso di Campo. Nulla mostra della sua incomparabile bellezza naturale che la contraddistingue, soprattutto nella Val Corta e nella Val Lunga che la chiudono. Nel passato recente, prima degli anni '60, Tartano era più facilmente raggiungibile grazie ai valichi orobici che dal fondovalle. Questo ha permesso alla civiltà contadina autarchica di mantenere inalterate le proprie tradizioni e costumi e di conservare le miriadi di contrade che costellano la valle. Un tempo, una parte del territorio comunale era feudo del Vescovo di Como e dell'Abbazia di S. Dionigi a Parigi e l'altra parte dipendeva dal Comune di Talamona. Oggi risulta composto da una ventina di contrade, delle trenta originarie, distribuite tra i 950 m. e i 1500 m. di quota. Un patrimonio etnografico unico in tutta la provincia di Sondrio che potrebbe essere annoverato tra i musei contadini d'alta montagna grazie anche ai numerosi alpeggi e baite distribuiti nelle vallate minori.
In quest'ambiente naturale, parte del Parco Regionale delle Orobie, durante l'estate vengono caricati gli alpeggi e prodotti i formaggi tipici tra cui il famoso e ricercato Formaggio Bitto, ingrediente principe della polenta taragna. Un ambiente naturale e rurale caratteristico in un continuo variare di versanti ripidi e aspri e inaspettate isole verdi antropizzate. Fitta è la rete di mulattiere e sentieri che collega anche i luoghi più isolati.
La Val Tartano offre una ricca ed ampia scelta di camminate ed itinerari escursionistici, sia a bassa che a media quota, molto piacevoli e ricchi di inaspettate sorprese. Mete, queste, battute anche nel periodo invernale con lo sci d'alpinismo. I centri abitati principali sono lungo la strada: Campo a 1050 m. di quota e Tartano a 1200 m. dove c'è la sede municipale. La carrozzabile continua in Val Lunga fino alla località Arale, mentre in Val Corta raggiunge contrada Biorca. Oltre è tutto un vagare tra sentieri che portano agli alpeggi ed ai pascoli che si spingono fino allo spartiacque con la bergamasca o con le confinanti vallate orobiche valtellinesi: Val Madre e Valle del Bitto di Albaredo.
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